
Era il titolo di due mostre, con esposte alcune di queste lampade sculture. La loro luce fioca non è adatta ad una illuminazione da ufficio

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L’idea per questa serie di sculture é nata quasi
casualmente: in realtà stavo cercando qualcosa,
senza sapere minimamente cosa volessi: improvvisamente
in un giardino in disuso, é emerso un
pezzo di legno semi sepolto dal tempo e dall’usura.
Portava i segni di qualcosa, di un tempo vissuto,
forse era servito a sorreggere alcuni fiori o qualche
attrezzo da lavoro. Se la materia di cui é composto
portasse la memoria di ciò che ha visto chissà
cosa potrebbe raccontarci. Ci sono luoghi dentro
di noi, che le nostre paure momentanee hanno
sepolto, ora non aspettano altro che venir fuori per
dare nuova luce al futuro. Questo vorrebbero
essere queste sculture, uno spazio e un tempo per
riconciliarsi con se stessi.
Giampiero Bianchi


