In ogni azione, in ogni modo di fare, in ogni comportamento, c’é un po’ di oblio. Certe mattine, quando ci si risveglia subito dopo un sogno, può capitare che per una frazione di secondo non si riconosce la propria stanza e per un attimo non si sa chi si é. É famoso il racconto di Chuang Tzu che sognò di essere una farfalla e al risveglio, confuso, si domandò se era veramente Chuang Tzu che aveva appena finito di sognare di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Chuang Tzu.
Ma l’universo o Dio inesorabilmete sanno di noi, al di là della nostra consapevolezza.
Ogni azione, anche la più casuale, ha origine in un passato infinito e va verso un futuro altrettanto infinito. Il suono dell’apertura e chiusura del diaframma, che per un attimo fa entrare la luce dal mondo esterno a quello interno alla macchina fotografica, per impressionare la pellicola, separa due universi.
Quest’azione brevissima apre due tempi. Dal presente del clik ad un passato e un futuro. Un passato dove Socrate dialoga con Fedro sull’idea del buono, del bello, dell’etica e riconosce nella bellezza un mezzo di conoscenza. Un futuro dove il desiderio e il sogno si irradiano con un angolo visibile. Uno di questi desideri si chiama “Otium nel Montefeltro” che comprende anche i suoi cieli.


Giampiero Bianchi